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sabato 13 marzo 2010

Agazio Loiero, utilizzatore finale della manifestazione dei cittadini onesti.




Agazio Loiero, candidato per il Pd alle elezioni regionali di fine marzo in Calabria, prescritto e utilizzatore finale della manifestazione No Mafia Day, non ha perso occasione per strumentalizzare l’iniziativa organizzata da cittadini onesti che hanno lavorato mesi per tirare su quella che doveva essere un’iniziativa apartitica contro tutte le mafie.
Il signor Loiero ha aspettato gli sgoccioli dell’evento e da perfetto utilizzatore finale ci si è fiondato a capofitto.
Il simpaticone che vedete in foto si è servito del proprio ruolo di Presidente della Regione Calabria comunicando la concessione di un patrocinio non richiesto dagli organizzatori della manifestazione rilasciando
questo comunicato stampa che tira in ballo le sue liste politiche per le prossime regionali.
Nella realtà, queste concessioni non sono mai state rilasciate, difatti il palco è stato aperto da un comunicato ove si precisava proprio questa mancata concessione. Gli organizzatori non solo non hanno richiesto nessun patrocinio, ma non hanno ricevuto alcun finanziamento dalla regione Calabria
Ci troviamo di fronte all’evidente tentativo di strumentalizzazione politica in barba alla volontà civile

Helene Benedetti

lunedì 8 marzo 2010

Beh... potevi rispondere...






















Ore 01:30

Ho chiamato il Quirinale poco fa a questo numero: Tel. 06.46991
Con molta grazia e gentilezza ho chiesto: “Salve, buonasera, vorrei un’informazione, può dirmi perché l’uomo che dovrebbe difendere la nostra Costituzione è impegnato a difendere invece gli interessi di un piduista mafioso che dovrebbe farsi processare?”
Mi ha risposto: “Può chiamare anche domani mattina”
Ed io: “Ma oramai ha risposto, io non riesco a dormire perché non mi do pace, sa, non si arriva a fine mese, io sono disoccupata, mio marito è operaio, abbiamo un bambino… loro prendono stipendi che in un solo mese prendono il doppio dello stipendio annuale di un operaio, sarebbe così gentile da rispondermi per favore?”

Mi ha chiuso il telefono in faccia… io pago lo stipendio anche a quel porco che mi ha chiuso il telefono in faccia!
Provate anche voi… se vi daranno una risposta degna comunicatemela per favore…
Grazie!!!

Helene Benedetti

lunedì 11 gennaio 2010

Il pullman che ammutolì l'omertà mafiosa



L’8 gennaio a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, c’è stata la commemorazione per il 17° anniversario dalla morte di Beppe Alfano, insegnante con la passione per il giornalismo ucciso per mano della mafia.
Nessuno ne ha parlato: né i giornali di sinistra, né i giornali di destra, né il giornale nato qualche mese fa e che tutti vantavano e sventolavano come un traguardo per la libertà di informazione. Sembra quasi che anche per la cosiddetta informazione libera le vittime di mafia non facciano notizia. Persone che in nome della verità, della giustizia e dell’informazione hanno dato la propria vita non interessano ai giornalisti. Nessuno li ricorda. Si preferisce parlare sempre e solo di Berlusconi. come se tutti i mali del nostro paese nascessero e si esaurissero ad Arcore.

A Barcellona Pozzo di Gotto è radicata una forte organizzazione di stampo massonico-mafioso, ma la gente si è sempre ostinata a fingere di ignorarlo, non solo evitando di partecipare alla commemorazione annuale organizzata dalla figlia di Beppe Alfano, Sonia, ma cercando anche di denigrare un uomo morto anche per loro, per amore del proprio paese, per amore della verità e della giustizia.
Guai a dire che a Barcellona Pozzo di Gotto c’è la mafia! Ogni anno, puntuali come un orologio svizzero, secondo uno schema collaudato e funzionale - in uso nel sistema mafioso come nel sistema paese - si presentavano finti contestatori ad urlare che Beppe Alfano fu stato ucciso per un delitto passionale, nonostante la verità processuale sia un'altra.

In occasione della commemorazione, noi liberi cittadini provenienti da tutta l'Italia, decisi a combattere la mafia, abbiamo così organizzato un autobus. Venivamo da L’aquila, da Pescara, da Vasto, da Bologna, da Lamezia Terme, da Perugia, da Eboli, da Roma... ci siamo incontrati tutti a Roma, e poi sulla strada abbiamo raccolto altri cittadini, tutti ugualmente arrabbiati e consapevoli che non avrebbero trovato un'atmosfera idilliaca, ma convinti della necessità di scendere in campo!

Barcellona Pozzo di Gotto è un paese dove la mafia la guardi dritta negli occhi. Se ne sente il puzzo, riesci quasi a toccarla. Dietro le finestre si intravedono gli abitanti immobili, che non hanno nessuna intenzione di scendere per commemorare un uomo cui la vita è stata tolta anche per loro. I più curiosi scendono in strada, con aria indifferente, appoggiati ai muri o alle macchine parcheggiate. Osservano questi strani individui che hanno fatto chilometri per venire a dimostrare che bastano un po’ di buona volontà e determinazione.

Quest'anno, per la prima volta, non c'è stata nessuna contestazione, solo una commemorazione degna, piena di applausi, di occhi lucidi, di sorrisi densi di solidarietà. Per noi è stata come una vittoria. Si, abbiamo vinto una piccola battaglia: l’8 gennaio 2010 un pullman di gente onesta ha capito che la mafia si può perlomeno mettere a tacere. Adesso non ci fermeranno più.

Cari barcellonesi, vi aspettavamo. Eravamo li per liberarvi dalle vostre paure, per incoraggiarvi, per iniziare insieme a voi un cammino difficile ma pieno di speranza. C'eravamo e ci saremo anche l’anno prossimo. Saremo il doppio, saremo sempre di più, fino a quando tutti i barcellonesi onesti non scenderanno in strada insieme a noi!

1, 2 , 3, 4, 5, 10, 100 passi!

Scritto da Helene Benedetti